Rock Lab
Daniele Guasco
Per la terza uscita che vede la Wallace affiancare i Phonometak Labs di Xabier
Iriondo - quindi reperibile solo in vinile a 10” - i due gruppi chiamati
a riempire i solchi sono tanto lontani musicalmente quanto vicini nei risultati
raggiunti nell'impresa di portare nuova linfa alla musica italiana: gli Ovo
e i Sinistri. Il lato dedicato al duo Pedretti/Dorella ricalca quello a cui
gli Ovo ci hanno abituati: furia sonora, rumori deliziosi, un suono torbido
e avvolgente che colpisce con mira da cecchino grazie al peso degli strumenti
e alle taglienti lame vocali. Tutto questo va a concretizzarsi in sole quattro
tracce per poco meno di quattordici minuti di musica tra momenti deliranti
ed altri più meditati ma sempre indirizzati a una ormai classica oscurità
del suono. In pratica, i soliti ottimi Ovo. Non sorprendono neanche gli splendidi
dieci minuti di singhiozzante improvvisazione dei Sinistri, capaci di dare
vita al solito serpente sonoro che lentamente avvolge l'ascoltatore tra spire
funkeggianti, un ritmo ossessivamente ancheggiante e delizie chitarristiche.
In poche parole un ottimo vinile, capace di raccogliere le idee di due delle
più interessanti e longeve proposte musicali italiane che in questi
due lati riescono a riversare la loro bravura e la loro personalità
dandoci un ascolto mai banale né stancante.
Music on Tnt
Loris Gualdi
I lettori di Music-on-tnt ormai dovrebbero conoscere a fondo la mia particolare
affezione per Bruno Dorella e per i suoi progetti. Credo infatti di non essere
mai riuscito a parlarne male, talvolta mi impegno ma non c’è
nulla da fare. Nell’ambiente underground, il papà dell’etichetta
“Bar la Muerte” riesce con la sua schizoide poliedricità
a produrre sensazioni nerborute che non lasciano di certo impassibili. La
nuova proposta della Wallace è quella di proporre una sorta di Split
10’’, sezionato in due classiche facciate viniliche. Nel side
A prende residenza Stefania Pedretti e Dorella, per dar vita al bislacchismo
degli OvO, che sarà il voler disorientare o sarà l’ospitata
Di Xabier Iriondo, ma appaiono addirittura armonici con “Tiki 2007”
e l’esplorativa “Rojo Camionero”. Lo strumento voce esiste
e non può essere altrimenti, quello che è sensibilmente cambiato
sono le arie più lontane da “OvO victis”, con introduzione
di darkeggianti sviluppi come in “Ikusi Itsasoa”, che si mescolano
con naturalezza proto rumorista. Il lato b del disco è curato da Sinistri
featuring (come va di moda dire oggi) Xabier Iriondo, che dona al terzo volume
di Phonometak la sua enorme esperienza. L’ex Six Minute War Madness,
regala al disco l’inusuale suono del Mahai metak che esce direttamente
da www.soundmetak.com, negozio specializzato in oggetti e strumenti musicali
particolari. Fedeli allo spirito minimal rumorista, i due brani del lato b
“Metak funk report” e “Metak dub report” portano in
dote esercizi di stile, che incuriosiscono ma non riescono a decollare, nonostante
la discreta maturazione menscevica.
RockIt
Terza uscita per la serie di split nata dalla collaborazione tra la Wallace
Records e la Phonometak Lab dell'ex Afterhours Xabier Iriondo (che in questa
uscita collabora con entrambe le band). Solito vinile 10" e solita dose
di avanguardia intelligente. Su un lato ci sono gli ottimi Sinistri, si fanno
notare con due brani strumentali tra jazz, funk e psichedelia deviata e figlia
dell'ambient di Brian Eno - citerei la collaborazione di Robert Wyatt in "My
life in the bush of ghosts" (di Eno e Byrne). Si volta il disco ed ecco
gli ormai celebratissimi - meritevolmente - Ovo, presenti con quattro brani
paranoici e disturbanti come solo loro, in Italia, sanno fare. Nel dettaglio,
la proposta del duo parte dalle inquietanti e cadenzate atmosfere di "Rigaerstrasse",
quattro minuti di puro inferno, passa alla grottesca e spiazzante filastrocca
"Tiki 2007" ed alla brutale "Rosso Camionero", batteria
e urla strazianti come nella migliore tradizione, per chiudersi con "Ikusiitsasoa",
brano di chiaro stampo rumorista che si avvicina alla musica concreta. Il
cuore pulsante dell'avanguardia tricolore batte qui, tra elaborazioni soniche
e inquietudini sensoriali che nulla hanno da invidiare alle band d'oltreoceano.
Debaser
Roberto Michieletto
Quattro brani per gli Ovo e due per i Sinistri e così prende forma
lo split tra due dei gruppi più interessanti, oltre che musicalmente
rilevanti, del panorama sonoro nostrano, laddove - nel caso specifico - la
costante è rappresentata dalla presenza di Xabier Iriondo (iniziavo
a sentire la sua mancanza, visto che pareva aver messo un freno alla mania
di presenzialismo...) in qualità di ospite su un pezzo di Ovo e su
entrambi quelli dei Sinistri. Per quel che concerne la prestazione offerta
dell'accoppiata Stefania Pedretti e Bruno Dorella occorre annotare come la
formula da loro ideata venga ulteriormente indagata e approfondita, materializzando
quel misto parapsicologico dove doom e avanguardia rock sperimentale sanno
tanto convivere quanto sopravvivere di vita propria e distinta. Striscianti,
perversamente allegorici e freak nell'essenza più creativa del termine,
ma sempre nel nome di un'oscurità paranoica che conserva un pesante
alone metallico, rarefatto, contorto o esplicito. Con i Sinistri la faccenda
si fa più aleatoria, non perché prima regnasse l'ordine, anzi
la costante del caos domina la totalità delle sei tracce, ma perché
tale risulta la percezione dell'ascoltatore. A livello epidermico direi che
paiono più orientati alle destrutturazioni funky di quanto non lo siano
stati sinora, ma è chiaro che l'affermazione va inserita nel contesto
di scatti ritmici, contorsioni chitarristiche e minimalismo noise dilatato.
Trattandosi di un incontro, ma anche di uno scontro, non posso esimermi dal
dichiarare un vincitore, che nel caso specifico è Ovo!
Il Tirreno
Guido Siliotto
Terzo volume per “Phonometak Split Series”, collana rigorosamente
in vinile 10 pollici, che vede stavolta lo spazio a disposizione sulle due
facciate ripartito tra due delle più grandi band italiane, ovvero Ovo
e Sinistri, entrambe coadiuvate da Xabier Iriondo, impegnato con il Mahai
Metak, strumento elettronico a corde di sua invenzione. I primi, al solito,
si muovono su territori in cui si lambisce il terrorismo sonico, nella ricerca
spasmodica di una libertà espressiva capace di restituire la furia
catartica attraverso il recupero dell'urlo primordiale: noise e no-wave le
possibili coordinate descrittive dei 4 pezzi proposti dal duo sul lato A.
Per i toscani Sinistri (ex Starfuckers), due brani interamente strumentali
che rappresentano l'ennesima occasione per affinare un discorso che ormai
ha superato il punto di non ritorno, dove i fondamenti di un modo di suonare
del tutto personale e l'inconfondibile pulsazione asincrona diventano la base
per escursioni verso le radici del funk e del dub, anche attraverso una perfetta
scelta dei suoni.
Komakino
Paolo Miceli
Expressions of madness, allegory and bizzarre are the leit motiv of OvO's
production, since ever, whose theatre the two core members Stefania Pedretti
(?Alos, ex Allun) and Bruno Dorella (Ronin and Bar La Muerte rec's head) are
actors and grinding animals. It looks like They finally decided to follow
a melodic line, guided by percussions and dirty cutting guitars and bass,
btw the vocals are still crazy and psychotic, in a punk attitude totally away
from a song You would dedicate to Your mother. - Last track Ikusi Itsasoa
is sinister yet quiet, like small spirits and smoking ghosts swirling through
the darkness, while a flute starts trembling and plays by the wind, a guitar
sounds metallic and a final pesky noise grows. Suicide Music. Sinistri (formerly
Starfuckers) are noise makers, free broken minimal music, featuring Xabier
Iriondo playing His homemade creature Mahai Metak, an odd resounding strings
instrument which enriches the syncope of concrete and free jazz, in two versions,
titled funk and dub (somewhat questionable as label), a double suite of nine
minutes, asymmetrical and mute
Espressioni di follia, allegoria e bizzarro, sono questi il leit motiv della produzione degli OvO, del cui teatro i due membri cuore Stefania Pedretti (?Alos, ex Allun) e Bruno Dorella (Ronin e boss della Bar La Muerte) sono attori e animali che degrignano i denti. Sembra quasi che abbiano deciso di seguire una linea melodica, guidata da percussioni e chitarre e basso dal taglio sporco, in ogni modo il 'cantato' è ancora pazzo e psicotico, in un'attitudine punk totalmente lontana da quella che sarebbe una canzone che dedichereste alla mamma. - L'ultima traccia, Ikusi Itsasoa, è sinistra quanto quieta, come dei piccoli spiriti e fantasmi fumanti che svolazzano nelle tenebre, mentre un flauto franto e sospeso risuona nell'aere per il vento, e una chitarra suona metallica e in un fastidioso crescendo finale. Musica suicida. I Sinistri (fu-Starfuckers) sono noise-maker, musica minimale spezzata e libera, che vede la presenza speciale di Xabier Iriondo a suonare la sua creatura fatta in casa il Mahai Metak, bislacco strumento a corde risuonante che riesce ad impreziosire la sincope del free jazz concreto, in due versioni, una a titolo funk l'altra dub (termini piuttosto opinabili), una doppia suite di nove minuti, asimmetrica e muta.
Ondalternativa
Doriana De Marco
Più ascolto dischi marchiati “wallace records” più
mi rendo conto di quanto sia possibile aprire la propria mente musicale e
di quanti paletti è necessario abbattere per cogliere musica che, c’è
da dirlo, a un ascolto superficiale potrebbe risultare una spazzatura senza
né capo né coda. E sono espressamente convinta che l’ascoltatore
medio, non solo quello italiano, rimarrebbe convinto di questa idea anche
dopo innumerevoli ascolti di questo split realizzato dalla suddetta etichetta
in collaborazione con i Phonometak labs di Xabier Iriondo. Ovo e Sinistri,
i primi già più che conosciuti non solo per il loro riconoscimento
all’estero ma anche per gli altri progetti in corso dei componenti Stefania
Pedretti e Bruno Dorella quali Ronin, Bachi da Pietra e Allun. Ed è
proprio da questi che partiamo con lo scorrere di questo split. La formula
è la solita Ovo, forme musicali oscure e si, userei il termine sinistre,
tra basi noise, no-wave e quel pizzico di psichedelia malata coronata da strozzate
voci inquietanti e al contempo sofferenti. Più che valore musicale
e stilistico si capisce che gli Ovo vanno oltre creando un percorso artistico
senza obiettivi che si muove tra sensazioni e rumori più che tra note.
Si parte con il lamento liberatorio, vuoto e senza speranza di “Rigaer
strasse”, per assaporare il delirio e qualche citazione al rock a rigor
di logica (ho cercato di non pensare al surf con “Rojo camionero”)
per poi chiudere con le atmosfere buie e strazianti di Ikusi Itsasoa, miglior
episodio dell’intero disco, che tra ritmiche angoscianti e trame elettroniche
riverberate non può che condurti verso l’oblio più totale,
come se a suonare fosse l’anima più malata e inconoscibile del
trip-hop. Prova sicuramente sullo standard per gli Ovo, forse un pò
sotto la media per la sottoscritta a confronto coi già apprezzati lavori
“Cicatrici” (2004) e “Miastenia” (2006). E arriviamo
all’ultima parte del disco, due brani dei Sinistri (già Starfuckers),
“Metak Funk Report” e “Metak Dub report”, che ci catapultano
in un orgia di improvvisazione tra suoni sfuggenti ritmiche e schitarrate
funk, feedback istantaei, rumori analogici, gusto jazz, echi e whawha. Sicuramente
molto diversi e meno espressivi dei compagni di vinile, ma più attenti
alla ricerca stilistica e sonora questi Sinistri sono sicuramente una buona
promessa del lato oscuro della musica. A fine dei conti una buona accoppiata
di estremismi musicali, per i soliti vecchi estimatori, sperando che non rimanga
per sempre cosi. Abbiamo comunque imparato che i Phonometak labs sono per
gente che ha davvero voglia di affogare dentro la sperimentazione fino a perderci
la testa. E d’altronde penso che abbiamo bisogno di gente cosi, che
esagera, in un universo musicale dove non lo fa più nessuno.
Sand Zine
Alfredo Rastelli
La “Phonometak split 10’’ series” patrocinata dai
Phonometak Laboratories di Xabier Iriondo, ideatore della serie, e dalla Wallace
di Mirko Spino, si arricchisce di un nuovo capitolo. La serie, che giusto
per ricordare presenta rigorosamente materiale inedito in formato lp da dieci
pollici (con chiaro richiamo ai 78 pollici di inizio secolo) ed in edizione
limitata, con i due lati equamente divisi tra due diversi artisti, arriva
alla terza uscita. Ospiti, in questa occasione, due delle band più
libere e indipendenti della scena nazionale, gli OvO e i Sinistri, già
più volte trattati su questa webzine con articoli, recensioni ed interviste.
Sia nelle tracce degli OvO, come per quelle dei Sinistri, partecipa attivamente
Xabier Iriondo, realizzando con i primi la track4, Ikusi Itsasoa, e partecipando
con i secondi all’intera performance, venendo addirittura aggiunto alla
ragione sociale originale. I pezzi degli OvO, quattro per tredici minuti circa,
presentano la band all’apice del loro Load-sound, ora greve e monolitico
(Rigare Strasse), ora tagliente e sfilacciato (la ripresa di Tiki 2007), ora
follemente d’assalto (Rojo Camionero); Ikusi Itsasoa, con Iriondo, è
una bellissima suite elettroacustica, sottilmente rumorista, quasi proto industriale,
con Xabier Iriondo alle prese con il Mahai Metak, di sua invenzione, una diavoleria
elettronica a base di legno, metallo ed elettronica, uno dei tanti strumenti
che potete trovare nel negozio SoundMetak dello stesso Iriondo. Il lato B
presenta i Sinistri in formazione allargata con Xabier Iriondo. Un precedente,
o per meglio dire un prodromo, di questa collaborazione va ricercato nell’unione
artistica tra Xabier Iriondo e il batterista dei Sinistri, Roberto Bertacchini,
sigillata nell’ultimo numero della Mail Series della Wallace (uno dei
più belli tra l’altro). Dal punto di vista sonoro i Sinistri
ripartono dal disco pubblicato su Utech record, rilasciando le istanze funk
e jazz (nonché dub) in ampi spazi aperti e in libere performance. Iriondo,
col suo Mahai Metak, si cala alla perfezione nell’universo Sinistri,
condividendone le vedute e arricchendo con originalità un suono che
è più di un marchio di fabbrica
Mescalina
Alfonso Fanizza
Con il consueto intento di promuovere band ed artisti della scena indipendente
da loro stimati ed apprezzarti, continua il progetto denominato “Phonometak
series” messo in piedi da Xabier Iriondo e Mirko Spino. In quest’occasione,
le band scelte sono entrambe prodotto della scena indipendente nostrana: gli
Ovo e i Sinistri.Sul lato A dello split troviamo gli Ovo: progetto di musica
e vita realizzato dal duo Stefania Pedretti (¿Alos, ex Allun) e Bruno
Dorella (Ronin, Bachi da Pietra e boss della Bar La Muerte). L’apporto
dei due musicisti al progetto è manifestato attraverso quattro brani:
“Rigare strasse”, “Tiki 2007”, “Rojo camionero”
e “Ikusi itsasoa”. Composizioni partorite con un approccio dodecafonico
e atonale della melodia basato sull’improvvisazione e l’utilizzo
di una strumentazione base composta essenzialmente di chitarra, basso, floor
tom, snare e ride, oltre alla voce metallica e graffiante della Pedretti,
manifestando un sound che si muove tra atmosfere noise, accenni avant e richiami
industrial e metal. Sul lato B troviamo invece i Sinistri affiancati per l’occasione
dal redivivo Iriondo alle prese con il Mahai Metak (presente anche in “Ikusi
itsasoa” degli Ovo), strumento elettronico a corde ed elettronica da
lui concepito e realizzato (ndr). Un tempo conosciuti come Starfuckers (ndr),
i Sinistri basano il loro sound sull’intreccio tra basso, batteria,
chitarra ed elettronica sposando la causa di questo split con due composizioni:
“Metak funk report” e Metak Dub Report”. I brani proposti
sviscerano un sound per certi versi unico nel suo genere, attraverso riff
minimali, ritmi sproporzionati e improvvisazione; la loro musica evidenzia
metodi ed elementi di funk, dub, free jazz, blues e musica concreta. Il consueto
progetto per chi predilige determinate melodie.
In your Eyes
Massimo Argo
per la serie rumorismo senza limitismo, ecco la feconda unione tra la Phonometak
e la Wallace. Insieme hanno partorito questo 10' split tra gli Ovo e i Sinistri
con la partecipazione di Xabier Irondo, il quale compare anche in una traccia
degli Ovo. Il ritmo e' incalzante, la proposta innovativa. Qui si coltiva
da tempo il germe del rumorismo musicale, arrivando quasi ad improvvisare.
Lo stesso Fermin Muguruza, non ammetto neanche che non sappiate chi sia, ha
affrontato l'argomento con i Dut. E poi c'e' la Wallace, un'etichetta tra
le pochissime in Italia che continua a sperimentare e a ricercare, giu' il
cappello. Gli Ovo sono piu' strumentali, piu' noise, hanno un cantato isterico
e la traccia e' unica, ma si divde in quattro sottotracce. I Sinistri aprono
un pò il nostro terzo occhio, masturbando gli strumenti, ricanvandone
strane risonanze, forse non di questo mondo, sconfinando nel dub, o somma
gioia di sottrazione elettronica ( san king tubby dubba per noi!). La ricerca
continua, caos non musica forse sì, forse no, ma cos'e' la melodia,
un ologramma che contiene il tutto ? Ricercate gente, ricercate, intanto scrivete
alla Wallace per il catalogo.