Audiodrome
Giampoalo Cristofaro
Il sesto appuntamento con la serie di 10” Phonometak vede protagonisti lo storico jazzista improvvisatore siciliano Gianni Gebbia e il side project di Shane De Leon, voce e trombettista dei Rollerball. Non impressionano particolarmente le sei tracce di sax registrate da Gebbia nel giugno del 2004 presso l’Ives Hall della Sonoma State University, mentre gradita sorpresa sono i tre pezzi dei Miss Massive Snowflake. Psichedelia a contaminazione lontamente jazzy per “Shock And Awe” e “Can’t Be Wrong”, straordinario folk acustico Califone in jam con il reverendo Edwards “Bender”. Da tener d’occhio.
Kathodik
Marco Carcasi
Sesta uscita per la Phonometak Series, ed accoppiata ben stramba, quella approntata in questo caso. Di Gianni Gebbia, bisognerebbe portare le spille sul bavero della giacca, invece, bene che va, qualcuno, dalle nostre parti, lo conosce di nome. Miss Massive Snowflake, sono il side project, di Shane De Leon dei Rollerball (tromba e voce), e propongono, uno stralunato sguardo, che incrocia ed ingloba, rock, jazz, forse hip hop, ed altre granaglie off. I sei brani di Gebbia, sono stati registrati nel 2004, presso la Ives Hall della Sonoma State University della California. Sei impro solitarie per sax alto, che ribadiscono la qualità da esportazione di Gebbia (Daruma's Call, sospinge il cervello a lavorar con ironia corrosiva, Sussokan viaggia di respirazione circolare, e pare aggrovigliarsi ed irrobustire il silenzio circostante). Duck Call, al contrario, il silenzio lo intimidisce, Cinabro, è jazz traumatizzato, Transmission, si guarda intorno con area surrealista, e Moon Faced Buddah, stende spatolate di notte sul finire del primo lato. Tutto piuttosto ok (buon materiale, ma i capelli, non si rizzano più di tanto). Miss Massive Snowflake, son bella accozzaglia assortita, tre brani, che parlano diversi linguaggi, un bel mucchietto di esecutori (fra i quali, il caro Bill Horist), ed una notevole vena folle (ma mica tanto...). Ripeto, son rock, son psichedelici astratti, son anche jazz (dalle parti di Canterbury), hanno testi divertenti, ed ogni tanto, la vocalità di De Leon, si avvicina a quella di David Byrne. Tre brani strampalati ed originali. Shock And Awe, corrode, Can't Be Wrong, mira al petto, Bender viaggia di tradizione scompaginata (la migliore del mazzo). Il tutto gira. Funzionale e soddisfacente.
Nerds Attack!
Emanuele Avvisati
Le Phonometak Series, per chi non lo sapesse, sono un progetto portato avanti da Wallace Records e PhonoMetak Laboratories nel quale vengono raccolti artisti di punta della scena sperimentale mondiale, ai quali viene data l’opportunità di dividere un dieci pollici, un lato ciascuno. Giunta all’uscita numero 6, questa volta gli artisti chiamati a registrare questo split vinilico sono Gianni Gebbia, improvvisatore jazz, che riesce a tirar fuori dal suo sax alto suoni da far invidia ai tappeti sonori tipici dei film di David Lynch, e i Miss Massive Snowflake, interessante gruppo americano, molto pop, ma anche molto particolare. Il lato A è decisamente il meno facile, infatti sono le improvvisazioni di Gianni Gebbia a caratterizzarlo. Tuttavia il suo particolare stile di esecuzione rendono il tutto molto interessante, ma più che ascoltarsela sul divano a casa, la sua musica sarebbe ideale accompagnamento alle immagini del già citato regista americano. Di tutt’altro genere il lato B, dove nello spazio di tre brani i Miss Massive Snowflake stravolgono le atmosfere del lato A, con tre canzoni decisamente più facili da ascoltare, tra le quali spicca la bellissima, conclusiva ‘Bender’.