Il tempo ... tra le nostre mani, scoppiaaaaaaaaaaaaaaaaa!
The Shipwreck Bag Show

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Music on tnt
Loris Gualdi

Eccoci a parlare nuovamente di una delle cento vite parallele di Xabier Iriondo, questa volta divisa con Roberto
Bertacchini, con il quale torna nuovamente a collaborare, per dare un naturale e essenziale seguito all’omonimo
miniCD che chiudeva la wallaceMailSeries di qualche anno addietro. Dal disco intitolato ““Il tempo nelle nostre mani,
scoppiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” sgorga naturale e genuina una detonante miscellanea di avant-blues e rock
destrutturato in 12 tracce intense e curate nel loro sviluppo sonico. A duettare con l’improvvisazione radicale
dell’artista milanese e i suoi strumenti balzani, questa volta è la contratta e frammentata batteria dei
Sinistri/Starfuckers. Il risultato è quello di un ensamble di sonorità percosse con nerbo, come in “Scoppia”, tra imprò e
ritorni industriali alquanto interessanti. La voce è viva e disorientante quanto quella dei primi CSI, una sorta di
musicalità pre-P di intensità nichilistica-assolutista. Batteria, chitarre e campionamenti si uniscono all’uso sapiente di
inusuali e orientaleggianti strumentazioni, che fungono da viatico per le lande desolate e nereggianti di brani come
“Arcipelago” e “La verità”. Non tutto però sembra uscire in maniera così fluida come la convincente ”Tra le nostre
mani”; infatti episodi come “Tempo” sembrano appartenere ad un passatista dejavù, in cui la voce, utilizzata come
aggiunta strumentazione, rimanda alle classiche metafore noise, annebbiato da un uso di piatti poco sicuro e da
riverberi tediosi sul lungo tratto. La retta via viene però riconquistata immediatamente con “Tuamare”, composizione
dogmatica e cupa, che sembra collocarsi tra il black del Burzum di Filosofem e gli sviluppi reverse di Mark Linkous. Ma
come direbbe qualcuno…con Iriondo…comunque vada, sarà un successo!


Il Tirreno
Guido Siliotto

Quando, tempo fa, uscì il mini-cd firmato The Shipwreck Bag Show, non ci furono dubbi che si trattasse di una delle
migliori uscite di Wallace Mail Series. Un disco che metteva insieme le anime inquiete di Xabier Iriondo e Roberto
Bertacchini, il primo creativissimo agitatore dell'underground italico, perso tra mille progetti, e il secondo anima ritmica
di Starfuckers / Sinistri. Un binomio dal quale potevano venir fuori solo meraviglie. E, infatti, rieccoli con questo “Il
tempo... tra le nostre mani, scoppiaaaaaaaaa!”, finalmente album sulla lunga distanza e, finalmente, prova in cui il
duo si confronta con la forma-canzone. Naturalmente, con una prospettiva tutta personale. Iriondo, che già con l'altro
progetto Polvere s'è messo in testa di indagare sulle radici del blues, qui affronta la sfida da una nuova prospettiva.
Sebbene sia sempre musica evocativa, stavolta il ritmo è protagonista. Del resto, non poteva essere altrimenti,
giacché gli strumenti obsoleti di Xabier e le sue rifiniture elettroniche sono qui assecondate dall'inconfondibile incedere
zoppicante dei tamburi percossi dal Bertacchini. Un'idea intrigante e un'intesa perfetta, un disco a fuoco e bellissimo.